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CHIHOI - HUNG HUNG: IL TRENO



Chihoi Lee, di cui abbiamo pubblicato il racconto Mare su Canicola 4, è l’autore del nostro ultimo libro che potrete trovare a Bilbolbul dove sarà presente, con Hok Tak Yeung, nella mostra “Sinfonia”. Chihoi e Yeung sono esponenti di spicco del fumetto contemporaneo cinese e fondatori del collettivo/rivista «Springroll», vero e proprio fenomeno di culto nella capitale. Il treno è l’ultimo libro di Chihoi, ispirato al racconto La giostra di Hung Hung, scrittore e poeta molto apprezzato in Cina. Nel volume troverete un fumetto e poi il racconto. Ma ritorneremo su questo libro. Per ora siete invitati a Bologna dove accanto alla mostra potrete ascoltare Chihoi - sabato 8 marzo alle ore 15 - durante l’incontro “Scenari contemporanei” che assieme a Yeung e il fiammingo Olivier Schrauwen dialogherà con Paul Gravett e Matteo Stefanelli. Sempre durante il festival sarà possibile incontrare Chihoi durante i turni di dedicaces oppure, la sera, sulle piste da ballo del Locomotiv e dello Zò Caffè.

clicca sulle icone per vedere alcune tavole tratte dal libro

                  

postato da canicola + lunedì, 03 marzo 2008 + link + + tag: libri, collaborazioni, copertine

L'INTEGRATORE SEGNALA BRODO DI NIENTE

Si direbbe pece impastata a calce e detriti, spatolata sui fogli senza riguardi per la forma. E invece le tavole di Andrea Bruno sono dei miracoli di composizione, dove poche meticolosissime macchie di china segnano il contorno di ambienti invasi da vere e proprie irruzioni di luce. Anche negli inchiostri delle scene più cupe, i ruvidi vuoti bianchi del foglio (o della biacca) si aprono come crepe sul fianco di un vulcano. Nello scenario dell'autoproduzione italiana (e non solo), è proprio il segno di Andrea Bruno - sembrerà paradossale - a rendere il più vitale omaggio alla tradizione visiva di quel fumetto un tempo popolare e oggi incoronato/imbalsamato dalla critica - forse per compensare la storica emorragia di lettori - come fumetto d'autore.

Continua a leggere il post di Pasquale La Forgia su L'integratore.

postato da canicola + lunedì, 07 maggio 2007 + link + + tag: recensioni, libri

VERDE FLUORESCENTE E ROSSO BORDEAUX

Il pluripremiato Marko Turunen, stella nascente del fumetto finlandese, è tra gli autori internazionali più interessanti oggi. La morte alle calcagna è un libro unico che ha conquistato il pubblico di numerosi festival internazionali ponendosi all’attenzione per la sua dirompenza. E’ la storia d'amore tra G-Grattugia, la donna capace di polverizzare tutto con lo sguardo, e l’Intruso un nano con gli occhi da alieno: quasi un diario della vita di coppia, attraversata da momenti di tenerezza, da desideri e da piccoli mali, ognuno dei quali trasfigurato fino ad assumere contorni misteriosi e minacciosi. Un racconto post-moderno e ipnotico in cui l’incontro tra generi lontani ci restituisce la realtà, anche la più banale, sotto una luce inedita. Lo stile del disegno, potente e sintetico, rimanda alla tradizione dei supereroi, proiettandola verso le atmosfere surreali di David Lynch. Marko Turunen ha appreso alla perfezione alcune regole dell’iconografia supereroistica e così, filtrando Jack Kirby con situazioni e microcosmi in esplosione, interpreta frammenti di un quotidiano da scrutare. La sua è un’allegoria sul superomismo dell’esistere, resa attraverso piccoli aneddoti drammatici che si susseguono vignetta dopo vignetta con ritmo secco e scansione lapidaria. Ogni immagine restituisce una interpretazione del reale, mostra e congela oggetti, momenti, luoghi sospesi che normalmente sfuggono alla vista distratta del vivere. L’occhio dell’autore distilla un trampolino narrativo fotogra- fandolo da un punto di vista privilegiato ma laterale, mai scontato. Si tratta di haiku visivi, di un sentire attraverso un immagine e un testo conciso. Siamo di fronte ad una poesia dello sguardo che ci restituisce una “pedagogia della curiosità” quale elemento fondamentale dell’esistenza. La morte alle calcagna non racconta la vita ordinaria dei Supereroi o di supereroi, ma qualcosa di ancora diverso. E’ uno scavo metaforico sulla vita di tutti i giorni che rende stranianti cose che crediamo di conoscere benissimo. Turunen utilizza il linguaggio con efficacia facendo incontrare un disegno ad altissimo voltaggio visivo, e situazioni minime ma colte con tenerezza. E tutto è reso dal suo incredibile talento di disegnatore, che gli permette di creare fotogrammi di rara potenza evocativa, icone visive, veri e propri manifesti pop, commentati da testi che ci permettono di entrare nelle vite dei personaggi con una leggerezza ed una precisione davvero unica. Un libro sensazionale che dietro l’apparente distacco formale e l’ossessiva ripetitività narrativa, svela una storia classica nei contenuti e nel disegno capace di rinnovare la nostra consapevolezza sulle potenzialità del fumetto e su quelle della nostra vita.

Marko Turunen, La morte alle calcagna, Canicola, 2007
96 pagine, bicromia verde/rosso, 12 €

postato da canicola + venerdì, 04 maggio 2007 + link + + tag: libri

LA PAGINA DEI LIBRI



La pagina del sito dedicata ai libri è stata aggiornata con un'"anteprima" riguardante La morte alle calcagna di Marko Turunen. Come si può vedere, il libro è stampato in bicromia rosso/verde, una scelta operata dall'autore e dalla redazione di Canicola assieme. Il risultato finale differenzia notevolmente questa edizione italiana del libro, sia da quella francese, La mort rôde ici (Fremok), che da quella finlandese, Kuolema kulkee kintereillä (Daada Books), delle quali è possibile vedere una anteprima anche qui. A questo proposito segnaliamo l'increscioso errore contenuto nella foto gallery de il sole 24 ore, in cui le immagini del libro sono state riprodotte in giallo e rosso.

postato da canicola + giovedì, 03 maggio 2007 + link + + tag: libri, disegni

CAMPO DI BABA'

Un giorno Amanda si é presentata con un quaderno a spirale. Era un quaderno nuovo, che non le avevo mai visto. Mi mostra le prime 15 pagine di una storia, si capisce che sarà una storia lunga.
Qualche settimana più avanti le pagine sono diventate 25, poi 40. Poi, dopo una piccola pausa la storia si ferma a 60 pagine. Un libro in una sola copia.

I disegni sono la malattia dei fogli, che si sporcano, si rovinano, si graffiano.
 A volte, passando per questa malattia si arriva a qualcosa che noi chiamiamo bellezza.
Ne vale la pena di devastare questi fogli, che bianchi sono cosi' belli?
Sterminare le possibilità meravigliose scegliendone una, una soltanto?

Abbiamo pensato che questo libro vi sarebbe potuto piacere, cosi' ne abbiamo stampato un po' di copie anche per voi. Lo potete richiedere in fumetteria, o direttamente a noi, o potete cercarlo in  qualche fiera del fumetto. Come vi viene più comodo. Se lo doveste leggere, fateci sapere cosa ne pensate, ci farebbe piacere.

Nel libro c'è unità di tempo e azione, come una esperienza raccontata in presa diretta. E' una modalità narrativa molto particolare.  Potresti spiegarci come hai lavorato?
Ho cominciato a pensare alla storia a luglio in un treno regionale fermo da quindici minuti per dei motivi ignoti tra Camogli e Recco. Il finestrino era cosi’ sporco che non riuscivo a vedere il mare. Volevo disegnare qualcosa che mi facesse ridere. Ho fallito miseramente come in tutte le mie grandi imprese, perche’ il libro che n’e’ uscito fuori non fa molto ridere, anzi.
All’inizio avevo le idee chiare solo su una cosa: tutto quello che racconto deve essere vero. La storia in se’ e’ nata molto velocemente, ma non ho voluto scrivere una sceneggiatura, perche’ il disegno non sarebbe stato poi cosi’ immediato. Mentre disegnavo sapevo benissimo cosa sarebbe successo nella storia, ma il come l’ho voluto decidere disegnando spontaneamente senza avere paura degli errori.   


 
Stai terminando, in questi mesi, il tuo ciclo di studi all' Accademia di Belle Arti di Bologna. Che tipo di influenze pensi di aver raccolto studiando arte? Ti sei mai interessata ai metodi di scrittura surrealista?
Me l’hai chiesto apposta perche’ ho sempre fatto finta di studiare e non so niente sull’arte. A quindici anni scrivevo delle parole a caso su un foglio, le ritagliavo e le ricomponevo. Diventavano delle poesie sicuramente molto banali, non me ne ricordo neanche una, era un periodo confuso. Campo di baba’ non e’ assolutamente un tentativo di scrittura automatica a fumetti. Anche se ho disegnato direttamente senza sceneggiatura sapevo sempre che stavo raccontando, e volevo raccontare in una maniera limpida e accessibile a tutti. 

Ma tu con gli animali ci parli davvero?
Di solito non ci parlo. Ogni tanto comunico al cane che porto fuori che mi fa girare i coglioni. Lui non risponde

Ci parleresti dei bar, o meglio delle bettole nelle quali finiamo sempre? Adesso che non abito più a Bologna non ho più i soliti bar dove andare , e mi mancano. La latteria in Piazza Santo Stefano, soprattutto, mi dispiace che l' abbiano chiusa , era un gran posto…
Secondo me ci finiamo sempre perche’ siamo due fessi alcolizzati squattrinati. Adesso a Bologna la situazione e’ tragica, e ho paura che prima o poi tutti i bar meravigliosi vengono invasi dalla gioventu’ odiosa. Nelle vere bettole c’e’ una grande possibilita’ di dialogo con diversi personaggi strambi. Due giorni fa un vecchio freak mi ha raccontato quanto sia doloroso partorire, soprattutto per la specie umana, e che tutte le altre specie di mammiferi soffrono molto meno. C’e’ anche la consolazione momentanea di una bottiglia di birra M.  Nel libro non volevo cercare di consolarmi in nessun modo, infatti la vera natura dell’alcool si fa subito sentire.   


Amanda, quando ci trasferiremo tutti nella grande casa a forma di dente al limite del deserto bianco, e non faremo più fumetti ma giocheremo tutto il giorno con i cani…a quel punto a cosa ti dedicherai nel tempo libero?
Sono molto pigra, e se posso non fare niente, non faccio niente, anche quando non posso non fare niente preferibilmente non faccio niente lo stesso. Mi dedichero’ alla vita da vitelloni.

Grazie per le risposte, ti voglio bene.

postato da canicola + martedì, 21 febbraio 2006 + link + commenti (16) + tag: libri, copertine, dialoghetti sul fumetto

 



Canicola n.5
Autunno 2007
80 pagine b/n spillate
italiano/inglese €10



Chihoi - Hung Hung
Il treno
88 pagine b/n
brossurato
italiano/inglese €12



Andrea Bruno
Brodo di niente
80 pagine, b/n
brossurato
italiano/inglese €12



Marko Turunen
La morte alle calcagna
96 pagine, bicromia verde/rosso
brossurato €12



Canicola n.4
Autunno 2006
192 pagine b/n
brossurato
italiano/inglese €18



Canicola n.3
Primavera 2006
80 pagine b/n spillate
italiano/inglese €10



Canicola n.2
Autunno 2005
80 pagine b/n spillate
italiano/inglese €10



Amanda Vähämäki
Campo di Babà
64 pagine b/n
brossurato
italiano/inglese €8